In Corte: l’Aperitivo conviviale

IN CORTE: L'APERITIVO CONVIVIALE

Aspettando il 2019 con letture pascoliane e musiche di Glomarì


Domenica 30 dicembre 2018, ore 19





er la penultima sera dell’anno 2018, il Castello di Contignaco apre le sue porte in via straordinaria, proponendo un aperitivo speciale all’insegna di Letteratura e Musica. Sorseggiando i calici dei vini di Contignaco, gli ospiti potranno allietare i loro spiriti con un inedito mélange di parole e melodie: i Poemi conviviali di Giovanni Pascoli e i brani della cantautrice Glomarì. Il poeta di San Mauro, riecheggiando il Convivio dantesco, ci invita a un ideale banchetto che celebra il mondo classico fino all’era cristiana, con la convinzione che «la poesia è tal meraviglia» (Poemi conviviali, prefazione). Il pathos incalzante dei versi pascoliani introdurrà le canzoni di Glomarì: accompagnata dal suo ukulele e dalla chitarra di Federico, la voce soave della cantautrice toccherà le corde più riposte dei nostri cuori, sospendendoli tra la realtà e il sogno in uno stato di vigile rêverie.

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Costo biglietto per l’aperitivo: € 12.

Prenotazione obbligatoria.

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Per approfondire...

Giovanni Pascoli (1855-1912) «aprì la strada alla rivoluzione poetica del Novecento» ricorrendo a una «ricerca linguistica audacemente sperimentale» (Enciclopedia Treccani). Pubblicati per la prima volta nel 1904, poi riediti nel 1905, i suoi Poemi conviviali sono una raccolta di 17 poemi di varia estensione, per la maggior parte in endecasillabi, talvolta suddivisi in più canti. Essi rievocano storie e figure del mito e dell’antichità, tra cui per esempio le avventure di Ulisse ne L’ultimo viaggio, lungo poema articolato in 24 canti, fino ad arrivare a La buona Novella, che in due canti racconta come la nascita di Gesù Cristo venne accolta In Oriente e In Occidente
Così scrive Cesare Segre: «Un titolo [Poemi conviviali] che allude contemporaneamente ai carmina convivialia della poesia arcaica latina, alla vagheggiata origine conviviale della poesia e alla rivista Convito dell’amico [di Pascoli] Adolfo De Bosis, che ospitò appunto alcune di queste composizioni. [...] Pascoli, in questi testi stupendi, ha rinnovato il proprio linguaggio, adeguando i ritmi alla lentezza descrittiva dei modelli classici, da cui trae, rinnovandoli, elementi formali stranianti, come le parole composte» (catalogo libri Einaudi).

Nata nel 1989, Gloriamaria Gorreri, in arte Glomarì, ha trascorso la sua infanzia tra le colline e i boschi di Bargone Gorzano, nei pressi di Salsomaggiore Terme e Fidenza, nel Parmense. Nel 2016 ha conseguito la laurea magistrale in Architettura presso il Politecnico di Milano. Parallelamente ha imparato a suonare chitarra e ukulele da autodidatta, fondendo le sue intuizioni musicali con una scrittura di impronta poetica. La maggior parte dei suoi brani fotografa momenti semplici di vita quotidiana che vengono spiati come dal buco della serratura, spingendo a intravedere significati più profondi negli oggetti, nelle situazioni e nei dettagli più banali. È stato proprio questo tipo di approccio a suggerire il nome del suo futuro album, A debita vicinanza, la cui uscita è prevista per il 2019.
Da circa due anni ha iniziato a esibirsi in pubblico, ottenendo apprezzamenti e giudizi molto positivi in diverse occasioni, tra cui La Città della Canzone e il Premio Note d’Autore. Nell’agosto del 2018 ha vinto il premio della critica del Premio Imperia musicale. Giulio Rapetti, in arte Mogol, ha definito la sua scrittura «raffinata e ricercata» e il suo immaginario «capace di dare voce agli aspetti più inaspettati dell’ordinario».
Vari brani di Glomarì sono disponibili sul suo canale YouTube (Glomarì YouTube).



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[locandina] [scheda Castelli del Ducato